" Dipingo il rischio: tra arti marziali, azzardo e quella parte della vita che non possiamo controllare... "

Non ho mai pensato che pittura e arti marziali fossero mondi lontani.
Sul tatami puoi allenarti per mesi, ripetere lo stesso movimento migliaia di volte e sentirti pronto.
Poi comincia il combattimento.
E tutto cambia.
Davanti a te non c’è più ciò che avevi previsto, ma ciò che sta accadendo.
Nella mia pittura non mi interessa raccontare la vittoria, ma ciò che accade prima di sapere se vincerai o perderai.
Non cerco il controllo assoluto.
Mi interessa il confine tra controllo e caos, tra ciò che prepariamo e ciò che accade.